lunedì 19 dicembre 2016
UNO SGUARDO AL PASSATO
Normativa di riferimento
La regolamentazione delle auto d’epoca fa riferimento a diverse leggi, norme e provvedimenti susseguitisi negli anni, ma alla base di tutto c’è l’articolo n.60 del Codice della strada, che recita così:
Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché
destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri.
Come detto in precedenza, i 20 anni di “vita” della vettura non rappresentano una condizione necessaria e sufficiente affinché possa essere riconosciuta come auto d’epoca. In effetti, per poter ottenere questo titolo l’auto deve essere iscritta ai registri previsti dalla legge (ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI), e ricevere un certificato di rilevanza storica e collezionistica. Ergo, non basta che sia vecchia.
Come direbbe Nanni Moretti “le parole sono importanti”, e se della parole dipendono anche spese come, nel caso specifico, quelle relative al premio assicurativo, al bollo auto e affini, risulta ancora più importante fare chiarezza.
Partiamo, quindi, proprio dalle parole. La legge italiana classifica i veicoli storici in veicoli d’epoca e veicoli di interesse storico e collezionistico. Cerchiamo di fare chiarezza.
Auto d’epoca
Le auto d’epoca (così come le moto, e questo vale anche per tutte le successive distinzioni) sono quelle cancellate dal PRA, in quanto non più in possesso dei requisiti minimi per poter circolare liberamente su strada, quindi emissioni di CO2 e consumi, e destinate esclusivamente alla esposizione in un museo o alla partecipazione a eventi e manifestazioni autorizzate.
Queste auto non devono essere immediatamente demolite, e possono ottenere la “qualifica” di “auto d’epoca” sottoponendo la vettura ad una analisi da parte di un tecnico della Motorizzazione Civile che, su richiesta del proprietario, effettua delle verifiche sulle sue condizioni dell’auto e la inserisce, se risultata idonea, in un apposito registro.
A cosa serve se poi, di fatto, non possono circolare liberamente per le strade delle città? Come accennato prima, le auto d’epoca possono circolare, ma solo in occasione di manifestazioni, parate ed eventi (normalmente di carattere rievocativo) lungo percorsi interamente protetti e autorizzati. In occasione di questi eventi le auto d’epoca possono richiedere e ricevere il foglio di via e la targa provvisoria previsti dall’articolo 99 del codice della strada, su autorizzazione dell’ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione Civile.
Insomma, non puoi andarci a fare la spesa, ma puoi eventualmente farci un giro in occasioni speciali.
domenica 4 dicembre 2016
basta cellulare in auto
Il cellulare uccide più della velocità, ma la norma che prevede la sospensione della patente per chi ne abusa è ferma da mesi. Appello ai costruttori per il “viva-voce” di serie su tutti i modelli
Guidare? Anche. In automobile soprattutto si telefona, si mandano sms, si messaggia su whatsapp, si scattano foto e selfie, si leggono le e-mail. E si muore per questo. Tre soggetti concorrono ad alimentare la strage:l'ignoranza, l'irresponsabilità e la cattiva educazione di chi guida al rispetto della vita propria e degli altri; le norme non abbastanza severe per chi sgarra; e la "complicità" di molti costruttori che non hanno ancora inserito il dispositivo che consente di usare il telefono senza togliere le mani dal volante tra le dotazioni di serie di ogni vettura nuova. Le cifre certificano che l'uso improprio del cellulare in auto uccide più dell'ebbrezza e della velocità, ma il "viva voce", fondamentale elemento di sicurezza, continua ad essere spesso un optional da pagare a parte su molti modelli: attualmente questo sistema non è presente sul 26% delle auto nuove in vendita in Italia, più di una su quattro. Sono solo una quarantina infatti i modelli per i quali, secondo quanto riporta un'indagine di Dat-Italia, i marchi hanno cambiato politica dal 2015 a oggi, facendo passare nella lista della dotazione di serie il kit "bluetooth" per i telefoni.
I numeri della strage
In base ai dati Istat-Aci, sono state 3.419 le vittime della strada nel 2015: dopo 10 anni di costante diminuzione, il numero dei morti è tornato a salire (+1,1% rispetto all'anno precedente). E' stato accertato che circa il 20% degli italiani usano abitualmente il telefono cellulare mentre guida, circostanza che aumenta di 4 volte il rischio di incidenti rispetto a chi non lo fa. Un calcolo fornito da Aci certifica che se per messaggiare su uno smartphone si impiegano mediamente 10 secondi, ciò equivale a viaggiare per circa 140 metri totalmente “al buio” anche se si procede a soli 50 km/h. Secondo i dati diffusi dalla Polizia di Stato - che nel 2015 ha comminato 48.524 multe per uso improprio del cellulare in auto, il 30%degli incidenti ha come causa o concausa proprio la distrazione provocata dai telefonini.
Bluetooth per tutti e di serie
Ecco perché è davvero ora che chi guida si convinca a non usare in nessun caso il cellulare mentre l'auto è in movimento. Oppure che lo faccia utilizzando il “viva voce”. Purtroppo però benché il costo industriale di questi dispositivi sia davvero minimo (per alcune versioni si parla di meno di 30 euro) molti marchi ancora lo inseriscono in costosi pacchetti di accessori. Un appello affinchè per legge - o meglio ancora per volontà dei costruttori - si cambi rotta, è a questo punto inevitabile. Come accadde per le cinture di sicurezza, è tempo poi che in generale tutte le vetture possano usufrire dei comandi al volante per tutte (o quasi) le funzioni, prerogativa già presente sui modelli di alta gamma. A questo punto, è chiaro, tutto passerebbe al senso di responsabilità e alla correttezza del conducente. Perchè qualunque ausilio alla guida diventa (e diventerebbe) inutile se non utilizzato a dovere e nelle circostanze in cui è necessario farlo.
L'esempio della Francia e la proposta in Usa
E qui si apre un capitolo triste, perchè il nostro è uno dei pochi Paesi europei in cui l'educazione civica e stradale non è materia scolastica obbligatoria, e neppure è considerata una priorità. E dove la maleducazione al volante è troppo spesso la prassi. Altrove invece, molti pericoli connessi all'abuso della tecnologia sono stati stroncati alla base: in Francia ad esempio da pochi mesi telefonare in auto mentre si guida è vietato anche nel caso in cui si utilizzino gli auricolari. Ma che l'abuso del telefono in auto meriti immediate contromisure l'hanno capito anche negli Stati Uniti. Disabilitare alcune funzioni e applicazioni quando l'utente è al volante, dotando lo smartphone di una sorta di “modalità auto” da affiancare alla “modalità aereo” già presente sui dispositivi, è quanto suggerisce oggi la National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), l'ente del dipartimento Usa dei Trasporti che si occupa di sicurezza stradale, per ridurre il numero di incidenti causati dai telefonini. La Nhtsa propone linee guida volontarie indirizzate ai costruttori di smartphone per progettare dispositivi che, se usati alla guida, riducano il potenziale di distrazione. L'ente incoraggia sia il collegamento dei cellulari al sistema di infotainment dell'auto, che consente di usare alcune funzioni con i comandi vocali, sia la “driver mode”, una “modalità guidatore” che semplifica l'interfaccia utente dello smartphone e ne limita le funzioni. Alla guida potrebbero essere bloccate alcune app come le chat o i giochi, ma anche la fruizione di video e l'uso della tastiera. Secondo il segretario dei Trasporti, Anthony Foxx, «queste linee guida di buon senso aiuteranno i progettisti di smartphone a creare prodotti che riducano la distrazione al volante».
Cosa prevede il codice
La terza concausa, come detto, è quella normativa e sanzionatoria. In base all'articolo 173 dell'attuale Codice della Strada "è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici o di usare cuffie sonore (...) È consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purchè il conducente abbia adeguate capacità uditive, che non richiedano per il loro funzionamento l'uso delle mani". La sanzione per chi viola questa norma va da 161 a 646 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente. La sospensione della licenza di guida è prevista invece come possibilità solo in caso di ulteriore violazione nell'arco di un biennio. Una proposta di legge in attesa di approvazione potrebbe modificare questo articolo del Codice della strada, introducendo la sanzione della sospensione della patente da 1 a 3 mesi fin dalla prima violazione accertata per chi fa un uso improprio delle apparecchiature elettroniche mentre è alla guida.
Mentre il mondo cambia a velocità supersonica e la tecnologia evolve ancora più in fretta sfornando dispositivi potenzialmente sempre più distraenti per chi va in auto però in Italia la riforma del Codice della Strada ha tempi biblici. Che il nuovo testo venga approvato entro la fine dell'anno è molto improbabile. Questa proposta di legge si è arenata da oltre un anno in Parlamento, in attesa non si sa di cosa. Forse di altre tragedie. Per correre ai ripari, al solito, in colpevole ritardo.
Guidare? Anche. In automobile soprattutto si telefona, si mandano sms, si messaggia su whatsapp, si scattano foto e selfie, si leggono le e-mail. E si muore per questo. Tre soggetti concorrono ad alimentare la strage:l'ignoranza, l'irresponsabilità e la cattiva educazione di chi guida al rispetto della vita propria e degli altri; le norme non abbastanza severe per chi sgarra; e la "complicità" di molti costruttori che non hanno ancora inserito il dispositivo che consente di usare il telefono senza togliere le mani dal volante tra le dotazioni di serie di ogni vettura nuova. Le cifre certificano che l'uso improprio del cellulare in auto uccide più dell'ebbrezza e della velocità, ma il "viva voce", fondamentale elemento di sicurezza, continua ad essere spesso un optional da pagare a parte su molti modelli: attualmente questo sistema non è presente sul 26% delle auto nuove in vendita in Italia, più di una su quattro. Sono solo una quarantina infatti i modelli per i quali, secondo quanto riporta un'indagine di Dat-Italia, i marchi hanno cambiato politica dal 2015 a oggi, facendo passare nella lista della dotazione di serie il kit "bluetooth" per i telefoni.
I numeri della strage
In base ai dati Istat-Aci, sono state 3.419 le vittime della strada nel 2015: dopo 10 anni di costante diminuzione, il numero dei morti è tornato a salire (+1,1% rispetto all'anno precedente). E' stato accertato che circa il 20% degli italiani usano abitualmente il telefono cellulare mentre guida, circostanza che aumenta di 4 volte il rischio di incidenti rispetto a chi non lo fa. Un calcolo fornito da Aci certifica che se per messaggiare su uno smartphone si impiegano mediamente 10 secondi, ciò equivale a viaggiare per circa 140 metri totalmente “al buio” anche se si procede a soli 50 km/h. Secondo i dati diffusi dalla Polizia di Stato - che nel 2015 ha comminato 48.524 multe per uso improprio del cellulare in auto, il 30%degli incidenti ha come causa o concausa proprio la distrazione provocata dai telefonini.
Bluetooth per tutti e di serie
Ecco perché è davvero ora che chi guida si convinca a non usare in nessun caso il cellulare mentre l'auto è in movimento. Oppure che lo faccia utilizzando il “viva voce”. Purtroppo però benché il costo industriale di questi dispositivi sia davvero minimo (per alcune versioni si parla di meno di 30 euro) molti marchi ancora lo inseriscono in costosi pacchetti di accessori. Un appello affinchè per legge - o meglio ancora per volontà dei costruttori - si cambi rotta, è a questo punto inevitabile. Come accadde per le cinture di sicurezza, è tempo poi che in generale tutte le vetture possano usufrire dei comandi al volante per tutte (o quasi) le funzioni, prerogativa già presente sui modelli di alta gamma. A questo punto, è chiaro, tutto passerebbe al senso di responsabilità e alla correttezza del conducente. Perchè qualunque ausilio alla guida diventa (e diventerebbe) inutile se non utilizzato a dovere e nelle circostanze in cui è necessario farlo.
L'esempio della Francia e la proposta in Usa
E qui si apre un capitolo triste, perchè il nostro è uno dei pochi Paesi europei in cui l'educazione civica e stradale non è materia scolastica obbligatoria, e neppure è considerata una priorità. E dove la maleducazione al volante è troppo spesso la prassi. Altrove invece, molti pericoli connessi all'abuso della tecnologia sono stati stroncati alla base: in Francia ad esempio da pochi mesi telefonare in auto mentre si guida è vietato anche nel caso in cui si utilizzino gli auricolari. Ma che l'abuso del telefono in auto meriti immediate contromisure l'hanno capito anche negli Stati Uniti. Disabilitare alcune funzioni e applicazioni quando l'utente è al volante, dotando lo smartphone di una sorta di “modalità auto” da affiancare alla “modalità aereo” già presente sui dispositivi, è quanto suggerisce oggi la National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), l'ente del dipartimento Usa dei Trasporti che si occupa di sicurezza stradale, per ridurre il numero di incidenti causati dai telefonini. La Nhtsa propone linee guida volontarie indirizzate ai costruttori di smartphone per progettare dispositivi che, se usati alla guida, riducano il potenziale di distrazione. L'ente incoraggia sia il collegamento dei cellulari al sistema di infotainment dell'auto, che consente di usare alcune funzioni con i comandi vocali, sia la “driver mode”, una “modalità guidatore” che semplifica l'interfaccia utente dello smartphone e ne limita le funzioni. Alla guida potrebbero essere bloccate alcune app come le chat o i giochi, ma anche la fruizione di video e l'uso della tastiera. Secondo il segretario dei Trasporti, Anthony Foxx, «queste linee guida di buon senso aiuteranno i progettisti di smartphone a creare prodotti che riducano la distrazione al volante».
Cosa prevede il codice
La terza concausa, come detto, è quella normativa e sanzionatoria. In base all'articolo 173 dell'attuale Codice della Strada "è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici o di usare cuffie sonore (...) È consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purchè il conducente abbia adeguate capacità uditive, che non richiedano per il loro funzionamento l'uso delle mani". La sanzione per chi viola questa norma va da 161 a 646 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente. La sospensione della licenza di guida è prevista invece come possibilità solo in caso di ulteriore violazione nell'arco di un biennio. Una proposta di legge in attesa di approvazione potrebbe modificare questo articolo del Codice della strada, introducendo la sanzione della sospensione della patente da 1 a 3 mesi fin dalla prima violazione accertata per chi fa un uso improprio delle apparecchiature elettroniche mentre è alla guida.
Mentre il mondo cambia a velocità supersonica e la tecnologia evolve ancora più in fretta sfornando dispositivi potenzialmente sempre più distraenti per chi va in auto però in Italia la riforma del Codice della Strada ha tempi biblici. Che il nuovo testo venga approvato entro la fine dell'anno è molto improbabile. Questa proposta di legge si è arenata da oltre un anno in Parlamento, in attesa non si sa di cosa. Forse di altre tragedie. Per correre ai ripari, al solito, in colpevole ritardo.
domenica 20 novembre 2016
ECCO LE AUTO DEL FUTURO
1. Veicolo autonomo almeno in alcune situazioni
Se proprio non riusciremo ad avere entro il 2020 l’automobile completamente gestibile senza il pilota, è probabile che vedremo vetture capaci di essere totalmente autonome in talune circostanze, per lo più su strade rurali senza troppi “intoppi” come ingorghi, semafori non funzionanti o incidenti stradali.
2. Sistemi automatizzati con priorità rispetto ai comandi umani
I robot si sostituiranno all’uomo? Domanda alla quale ora è difficile rispondere, e sicuramente non entro il 2020. Ma sui veicoli saranno presto introdotti sistemi programmati per non rispondere ai comandi umani in situazioni di emergenza. Grazie a particolari sensori, se per esempio stiamo per tamponare o per finire in un burrone, l’auto del futuro si fermerà, anche se noi non riusciamo a frenare.
3. Automobili senza chiave
Come per i dispositivi elettronici che si avviano senza password, ma solo con riconoscimento facciale o vocale, così i veicoli del 2020 potranno essere avviati al comando della nostra voce o via riconoscimento dei nostri occhi. O magari, proprio come alcuni smartphone e tablet, tramite impronta digitale. Sperando sia una migliore forma di sicurezza.
4. Assicurazioni che monitorano 24 h su 24
Entro il 2020 è probabile che le compagnie di assicurazione offriranno una tariffa ridotta ai conducenti che accettano il monitoraggio completo e continuo del loro comportamento in auto. Già qualche proposta “all’avanguardia” esiste. Problemi di privacy? Già su base volontaria i rischi ci sono. E non sappiamo se in un futuro la pratica non possa diventare addirittura prassi, di fatto obbligatoria.
5. Active Window Displays: l’auto che vede al posto nostro
Nel 2020 avremo sul serio degli occhiali in grado di visualizzare immagini vivaci. Immaginate un sistema di navigazione che in realtà mette in evidenza quello che sta per avvicinarsi prima di quando lo potremmo visualizzare noi, ma dal nostro punto di vista, attraverso il parabrezza. Una sorta di Google Glass solo per la strada. Ma più che una realtà aumentata, una realtà anticipata.
6. Remote Shutdown Vehicle: l’arresto dell’auto da remoto
Entro il 2020 l’auto del futuro si arresterà da remoto. Questa tecnologia in realtà già esiste, utilizzata dall’azienda telematica OnStar, che ha già fermato molte auto rubate negli Usa. Ma la previsione è che venga integrata in tutti i veicoli futuri entro i prossimi 5 anni.
7. Monitoraggio sanitario di default
Cinture di sicurezza e servo sterzo in grado di monitorare le funzioni vitali, connessi agli smartphone dei pronto soccorsi: tecnologia che segue le wearable technologies già esistenti, come Band e Health, in grado di monitorare l’attività fisica. Perché si sa che in automobile può succedere di tutto, e non sempre, soprattutto se si è da soli, si ha la prontezza o la possibilità di chiamare i soccorsi.
8. Super car super leggere con prestazioni eccezionali
Automobili leggere con più di 600 cavalli di potenza: Ford ha presentato un veicolo, una vera e propria super car, dotato di motore twin-turbo che offrirà prestazioni eccezionali, con un corpo in fibra di carbonio. Ed entro il 2020 vedremo la prima vera e propria automobile in grado di essere super potente e super leggera.
9. Automobile completamente connessa
Anche le auto saranno connesse, sempre e comunque, tramite smartphone o tablet in grado di comunicare con il veicolo. Questo già era previsto, ma entro il 2020 sarà la vettura media ad avere queste funzionalità, il che significa che i nostri veicoli forniranno continue informazioni di marketing a case automobilistiche e aziende terze.
10. Suv e auto “unite”
L’auto del futuro potrebbe essere un Suv leggero entro il 2020, con pannelli della carrozzeria tipici di un’automobile “tradizionale”, motori avanzati che ritraggono il tetto (come nelle cabriolet) e vetri laterali sui pannelli inferiori dell’abitacolo. La domanda di Suv d’altronde è in crescita, quindi perché non favorirla su larga scala?
domenica 13 novembre 2016
Ferrari california
La casa di Maranello ha “tolto il velo” alla nuova Ferrari California T un paio di mesi fa, al Salone di Ginevra: forme eleganti e aggressive come nel precedente modello (il più venduto nella storia della Ferrari, con oltre 10.000 unità in sei anni), ma a distinguerla numerosi dettagli. A partire dagli sfoghi d’aria nel cofano e dietro le ruote posteriori, entrambi con una precisa funzione aerodinamica: per i primi, favorire lo smaltimento del calore del radiatore; per i secondi, abbassare la temperatura nella zona degli scarichi, completamente rivistati (sempre a due coppie, ma disposte in orizzontale). E sono proprio i nuovi terminali, assieme all’inedito estrattore d’aria, alle nuove luci posteriori e allo spoiler sul cofano del baule abbassato di un centimetro, a fare apparire la nuova California T ancor meglio “piantata” a terra. Lungo la fiancata, appena dietro le ruote anteriori, non manca un vistoso incavo che estrae l’aria dagli sfoghi laterali e che richiamare la soluzione stilistica “a pontone” (così la definiscono gli storici della produzione di Maranello) di Ferrari leggendarie come la “tre litri” sport 250 Testa Rossa degli anni 50, vincitrice della 24 Ore di Le Mans del 1958. - See more at: http://www.alvolante.it/primo_contatto/ferrari-california-t#sthash.ojlR65kp.dpuf
domenica 30 ottobre 2016
Da cosa è provocato l'aquaplaning?
Rapporto tra profondità delle scanalature e spessore dell'acqua
domenica 16 ottobre 2016
PULIZIA ARIA CONDIZIONATA AUTO
Devi sapere innanzitutto che l’aria che fuoriesce dai bocchettoni del climatizzatore dell’auto è di fondamentale importanza perché comporta riscaldamento in inverno e refrigerio in estate. Per avere sempre pulita l’aria condizionata della tua auto è necessario mantenere tutto l’anno i filtri ben puliti, perché l’aria che proviene dall’esterno può essere carica di sostanze nocive di cui l’abitacolo si impregna, facendo respirare aria tossica al conducente e ai passeggeri. I filtri dell’aria hanno appunto la funzione di filtrare l’aria e di renderla respirabile, ecco perché tenere sempre funzionanti e puliti i filtri dell’aria è salutare!
Ma come pulire l’aria condizionata auto e come fare quindi la manutenzione del climatizzatore della macchina?Per prima cosa, per pulire l’aria condizionata dell’auto, è necessario avere in dotazione dei filtri nuovi, un compressore o aspiratore e un prodotto detergente per eliminare tutti i residui.
Se l’auto ha già parecchi anni, bisogna controllare che il filtro non sia ormai usurato e, se lo è, bisogna sostituirlo. Per sostituire il filtro dell’aria si deve smontare il coperchio svitando i ganci che lo bloccano e dopo pulirlo dalle impurità. Spesso accade che in queste automobili vecchie sia difficile trovare il filtro dell’aria. Quello che si deve fare in questi casi per trovarlo, è seguire il condotto dell’aria del carburatore o osservare dov’è posizionata la parte finale del distributore della presa dell’aria.
Per qualsiasi dubbio, se non sei molto esperto o se non hai un’ottima manualità, per la sostituzione del filtro dell’aria ti consigliamo di affidarti alla tua officina di fiducia (se cerchi un’officina, la trovi suPitstopAdvisor.com ;)!).
Nel caso di automobili nuove, il filtro è in PVC o in cartone. Per controllarlo, si deve sempre togliere il coperchio e notare se è usurato o sporco. Se lo è, bisogna sostituirlo, se non lo è, basta pulirlo accuratamente.
domenica 9 ottobre 2016
QUALCHE CONSIGLIO PER CHI HA UNA VESPA D'EPOCA
Miscela e Olio al 2 percento!
La Vespa d’epoca, quelle senza miscelatore, necessitano di lubrificante in quantità pari al 2% del totale carburante presente nel serbatoio.
In realtà il termine preciso dovrebbe essere: Preparare una miscela di olio e benzina, con una percentuale d’olio del 2%. Tale percentuale è ancora oggi utilizzata da molti scooter moderni, che però utilizzano come le auto, un serbatoio d’olio e un serbatoio benzina separati. Un miscelatore crea la giusta miscela nella giusta quantità.
Anni fa esistevano infatti presso le stazioni di servizio, erogatori al 2%, composta da una normale “pompa” di benzina, con due tubicini, il primo più grande in cui veniva erogata benzina e un altro tubicino aggiunto, più piccolo, erogava olio nella misura del 2%.
A quei tempi, si parlava di benzina rossa, sostituita poi da quella verde meno inquinante. Conseguentemente la “miscela”, è stata praticamente abolita ed oggi è impossibile trovare erogatori di miscela.
Chi possiede un mezzo d’epoca deve combattere quindi con questi due problemi, utilizzare benzina verde e miscelare olio al 2%.
I problemi sono tanti, anche se facilmente risolvibili, per esempio, come calcolare in modo rapido il 2% quando facciamo rifornimento, quale olio comprare, come versarlo nel serbatoio, senza sporcarsi, ecc…
lunedì 5 settembre 2016
PEGHIERA DELL'AUTOMOBILISTA
lunedì 22 agosto 2016
LA MITICA MOTO DI FONZIE
All'inizio nelle registrazione dei
primi episodi gli autori hanno fatto provare ad Henry
Winkler "The Fonz " una Harley nera ma lui è caduto e ha
danneggiato la sua gamba (non era in grado di gestire le
dimensioni di questa moto). La moto originale di Fonzie
era una
Harley Davidson Knucklehead. Henry Winkler ha provato a
guidarla , ma la sua dislessia non gli ha permesso di
sincronizzare e far funzionare il freno, frizione e
cambio. Successivamente gli autori sono passati alla
Triumph una moto molto più leggera e semplice da guidare
. La maggior parte delle persone lo conoscono con questa
moto . Ogni volta che vedete Fonzie in sella ad una moto
è solo per pochi secondi. Altre volte negli episodi
successivi avevano legato la moto sopra ad un carrello
mobile che non ne consentiva la caduta riprendendo
l'attore dalla vita in su.Per non parlare dello stunt men e delle controfigure che hanno usato per lui (per ovvi motivi di sicurezza) ogni volta vi era una scena d'azione o la scena dove lui salta i bidoni davanti al locale di Arnol's. Le Moto viste nella serie televisiva HAPPY DAYS sono diverse. Dovete sapere che Henry Winkler (Fonzie) in realtà non ha guidato quasi mai la sua moto. Durante le riprese, la moto, è molte volte ferma sul cavalletto.
martedì 2 agosto 2016
Ecco come sostituire l'antenna della propria auto
-
Innanzitutto dobbiamo acquistare un'antenna squalo (detta anche shark). Per farlo basta recarci presso un negozio di tuning e acquistarne una del colore che preferiamo (assicuriamoci che sia una vera e propria antenna e non solo per scopo decorativo). Compriamo anche della colla o nastro biadesivo.
- Smontiamo la vecchia antenna...
Entriamo nell'automobile e facendo molta attenzione leviamo la moquette presente sul tettuccio dell'automobile sganciandola dai supporti che si trovano vicino al lunotto e tirandola verso di noi. Prendiamo un giravite e togliamo la vite che ferma l'antenna esterna alla carrozzeria dell'automobile. - Montiamo la nuova antenna...
Sfilata la vecchia antenna prendiamo la nuova antenna e fissiamo il ferro di fissaggio all'interno del foro che troviamo sul tettuccio dell'automobile. Fissiamola usando la vite in dotazione (non stringiamola troppo per non danneggiare la carrozzeria). Rimettiamo la moquette e finalmente avremo la nostra nuova e fiammante antenna.
domenica 24 luglio 2016
Come guidare la macchina con cambio automatico, la partenza, parcheggio e sosta
Per spostare l’auto in avanti, tieni il piede sul freno e sposta la leva del cambio in posizione Drive,
D. A questo punto rilascia leggermente il pedale del freno così l’auto
inizierà a muoversi in avanti. Quando avrai rilasciato del tutto il
pedale del freno, sempre con il piede destro, inizia a dare un po’ di
accelerazione, l’auto prenderà velocità. Durante la marcia, per ottenere
la massima potenza, bisognerà premere l’acceleratore fino a sentire la
pressione di un pulsante.
PARCHEGGIO E SOSTA
Premere il pedale del freno e, una volta che il veicolo sarà fermato, spostare il selettore del cambio in posizione R (se il parcheggio necessita di retromarcia). Prima di spegnere la macchina, bisognerà sostare azionando il freno e ponendo il cambio in posizione P.
PARCHEGGIO E SOSTA Premere il pedale del freno e, una volta che il veicolo sarà fermato, spostare il selettore del cambio in posizione R (se il parcheggio necessita di retromarcia). Prima di spegnere la macchina, bisognerà sostare azionando il freno e ponendo il cambio in posizione P.
domenica 17 luglio 2016
Quel maledetto fenomeno !!!
Il fenomeno dell'aquaplaning si
verifica quando l'acqua, che si interpone tra gli pneumatici e la
strada, non riesce ad essere espulsa. L'acqua si accumula davanti alle
ruote finché la sua pressione supera quella esercitata al suolo dagli
pneumatici, che perdono così l'aderenza con il manto stradale. Questa
perdita di aderenza fa slittare le ruote e impedisce al veicolo di
rispondere correttamente ai comandi del conducente come la sterzata, la
frenata e l'accelerazione. In questi casi, il veicolo può andare fuori
controllo, sbandare o finire in testacoda. Una situazione potenzialmente
pericolosa.
Come prevenire o ridurre l'aquaplaning
Controllare regolarmente lo stato e la pressione degli pneumatici. Una pressione insufficiente aumenta notevolmente il rischio di aquaplaning. Se la pressione degli pneumatici è inferiore del 30% rispetto alla pressione raccomandata, il rischio di aquaplaning aumenta sensibilmente.Controllare l'usura degli pneumatici e la profondità del battistrada. Maggiore è la profondità residua della scultura battistrada, maggiore è la quantità di acqua che lo pneumatico riesce a smaltire, riducendo così il rischio di aquaplaning.
Moderare la velocità. Soprattutto in prossimità di pozzanghere e importanti spessori d'acqua.
Da cosa è provocato l'aquaplaning?

Rapporto tra profondità delle scanalature e spessore dell'acqua
La maggior parte degli incidenti da aquaplaning possono essere evitati grazie alla scultura presente sul battistrada e alla forma dell'area di contatto. Con l'usura, tuttavia, la profondità della scultura si riduce e quindi si riduce la capacità dello pneumatico di contrastare il fenomeno dell'aquaplaning. Più è elevato lo spessore dell'acqua, prima perderete aderenza.Sistema Anti Surf: ottimale aderenza sul bagnato
mercoledì 13 luglio 2016
COME PULIRE L'ARIA CONDIZIONATA DELL'AUTO
Devi sapere innanzitutto che l’aria che fuoriesce dai bocchettoni del
climatizzatore dell’auto è di fondamentale importanza perché comporta
riscaldamento in inverno e refrigerio in estate. Per avere sempre pulita
l’aria condizionata della tua auto è necessario mantenere tutto l’anno i
filtri ben puliti, perché l’aria che proviene dall’esterno può essere
carica di sostanze nocive di cui l’abitacolo si impregna, facendo
respirare aria tossica al conducente e ai passeggeri. I filtri dell’aria
hanno appunto la funzione di filtrare l’aria e di renderla respirabile,
ecco perché tenere sempre funzionanti e puliti i filtri dell’aria è
salutare!
Ma come pulire l’aria condizionata auto e come fare quindi la manutenzione del climatizzatore della macchina?
Per prima cosa, per pulire l’aria condizionata dell’auto, è necessario avere in dotazione dei filtri nuovi, un compressore o aspiratore e un prodotto detergente per eliminare tutti i residui.Se l’auto ha già parecchi anni, bisogna controllare che il filtro non sia ormai usurato e, se lo è, bisogna sostituirlo. Per sostituire il filtro dell’aria si deve smontare il coperchio svitando i ganci che lo bloccano e dopo pulirlo dalle impurità. Spesso accade che in queste automobili vecchie sia difficile trovare il filtro dell’aria. Quello che si deve fare in questi casi per trovarlo, è seguire il condotto dell’aria del carburatore o osservare dov’è posizionata la parte finale del distributore della presa dell’aria.
Per qualsiasi dubbio, se non sei molto esperto o se non hai un’ottima manualità, per la sostituzione del filtro dell’aria ti consigliamo di affidarti alla tua officina di fiducia (se cerchi un’officina, la trovi su PitstopAdvisor.com ;)!).
Nel caso di automobili nuove, il filtro è in PVC o in cartone. Per controllarlo, si deve sempre togliere il coperchio e notare se è usurato o sporco. Se lo è, bisogna sostituirlo, se non lo è, basta pulirlo accuratamente.
domenica 12 giugno 2016
Da cosa è provocato l'aquaplaning?
Rapporto tra profondità delle scanalature e spessore dell'acqua
domenica 29 maggio 2016
ASFALTO DRENANTE
La manutenzione dell'infrastruttura è
fondamentale per la sicurezza e il comfort di viaggio dei clienti. Per
questo motivo Autostrade per l'Italia opera con impegno costante per
garantire condizioni di efficienza funzionale e aumentare gli standard
di sicurezza della sua complessa ed estesa rete.
Essenziale per la sicurezza è la cura delle pavimentazioni.
Sulla rete di Autostrade per l'Italia, tra il 2003 e il 2008, si sono
registrati volumi di intervento molto elevati in termini di stesa di
nuovi asfalti (metri quadrati trattati), come emerge dalla tabella
"Volumi di intervento".
Dal 2009 la
tendenza si inverte e diminuiscono gli interventi necessari grazie al
minor numero di difetti riscontrati. Un risultato raggiunto in seguito
alla velocissima crescita delle superfici trattate in soli sei anni.
Per queste ragioni cambia la strategia di mantenimento che oggi
persegue principalmente l'obiettivo di preservare gli alti livelli
qualitativi raggiunti.
domenica 15 maggio 2016
Come pulire il radiatore della vostra auto
Vi spiegherò qui come fare la pulizia del radiatore della vostra moto o
della vostra auto; soprattutto con la bella stagione, il vento e
l’utilizzo, il radiatore si sporca e si rende necessario fare la pulizia
dello stesso quindi cercherò di spiegarvi come fare sia la pulizia
esterna che quella interna per rendere come nuovo il vostro amato
radiatore dell’auto o della motoPULIZIA ESTERNA
Per la pulizia esterna i metodi che si possono adottare per pulire un radiatore da insetti, sassi, polvere, foglie e fango sono questi.
1) Semplice aria compressa
Si utilizza l'aria compressa per pulire il radiatore. Per una migliore pulizia consiglio di far passare l'aria da dietro verso davanti.
2) Acqua a bassa pressione.
Questo metodo usa l'acqua dell'impianto idraulico prelevata attraverso un tubo di tipo ''giardinaggio'' e ovviamente si deve aumentare leggermente la pressione con il dito. Vale sempre la stessa regola del pulire dal dietro verso davanti.
3) Il terzo metodo consiste nell'usare l'idropulitrice che si usa anche negli autolavaggi. C'è chi sostiene che le alette del radiatore si pieghino e si rompano e c'è chi sostiene il contrario. Se proprio volete usare questo metodo almeno cercate di stare il più lontano possibile.
PULIZIA INTERNA
Nella pulizia dell'interno i metodi usati sono veramente molti e io ne descriverò solo alcuni.
1) Liquido fast flush.
È un liquido venduto dalla maggior parte di case che vendono prodotti specifici. Per utilizzarlo basta aggiungerlo al normale liquido di raffreddamento e fare qualche chilometro (circa 25 bastano) e dopo svuotare il sistema di raffreddamento e lavare con acqua. Infine rimettere l' acqua+antigelo.
2) Acido citrico.
Questo metodo sfrutta la capacita corrosiva dell'acido citrico nei confronti del calcare. L' acido citrico è reperibile in molti supermercati in quanto i prodotti in polvere per la pulizia di macchine del caffè contengono acido citrico puro in polvere. Sciogliere circa 0,25kg per litro nel sistema di raffreddamento e far girare il motore al minimo per una decina di minuti dopo lavare con acqua e riempire di nuovo con acqua+antigelo.
3) Metodo con aceto.
L'aceto può essere semplicemente usato al posto del acido citrico con una proporzione leggermente minore. Stesso metodo di utilizzo.
4) Ammoniaca.
Uguale all'acido citrico e all'aceto.
Per la pulizia interna consiglio il primo metodo in quanto il prodotto che si utilizza è studiato appositamente per far quello, mentre gli altri essendo sostanze acide e basiche, anche se deboli, possono corrodere il radiatore o rovinare le parti in gomma.
Non dovrebbe essere molto difficile effettuare l’operazione di pulizia del radiatore della vostra auto o moto ma come sempre prestate la massima attenzione se non siete degli esperti e rivolgetevi all’officina
lunedì 18 aprile 2016
AUTO E MODA
A fare da apripista, con costi accessibili la pioniera è stata
Citroen che nel 2004, collabora con il marchio Dolce & Gabbana. Gli
stilisti curano ogni singolo particolare dell'allestimento apponendo la
firma sul portellone posteriore dell'automobile. Dopo il primo successo,
la casa francese affida al tocco grintoso e giovanile di Pinko il
compito di trasformare come RE Lear in oro, l'interno in denim e
l'esterno, del modello C1, con tanto di slogan "Oh, My Gold!". Continua a
stupire la versione C3, firmata da Luisa Beccaria. La stilista, nota
per le collezioni romantico chic, crea interni ed esterni su base
floreale dai toni rosa confetto e lilla aggiungendo un pomello, in vetro
di Murano per cambiare marcia.Renault si avvale e sperimenta, con tanto di concorso incluso nel prezzo "un giorno da miss", della collaborazione di Miss Sixty, che per la Twingo sceglie toni in rosa bohème e nero. Per il lancio fa salire a bordo la raggiante e onnipresente Belen Rodriguez. Peugeot sceglie il marchio Sweet Years, fondato dai calciatori Vieri/Maldini che mettono a segno un gol che dura nel tempo, per rilanciare il modello 107 e 207.
E poi Jeremy Scott, noto stilista di Madonna che dopo aver messo le ali alle sneakers per Adidas e agli orologi
Un tocco di minimal lo aggiunge l'imbronciata signora Beckham, che davanti ad un piatto di carbonara finalmente mostrerebbe un bel sorriso. Posh è stata scelta per personalizzare una tiratura limitatissima, come in molti hanno scritto, della grintosa Evoque Range Rover. Al lancio dell'auto la stilista ha indossato, guarda caso, un abito della sua collezione per sottolineare lo stile della costosa operazione.
E non si può dimenticare Gucci. senza dubbio la maison che vanta maggiori collaborazioni nel settore: Mercedes, Audi, Volkswagen, Range Rover e da ultima la scintillante Fiat 500 il cui allestimento è nato all'ora di pranzo durante l'incontro tra Frida Giannini e Lapo Elkan.
Per una buona causa, BMW ha messo a disposizione una Mini Peacmen, dalle cromature nero oro, firmata da Roberto Cavalli per raccogliere i fondi per la lotta all'AIDS, al Life Ball 2013.
Allestimenti e rivestimenti a parte se ritenete che non è ancora ora di cambiare auto ma il desiderio fashion vi assale, beh di gran moda (dicono) sono le ciglia da applicare ai fanali anteriori, con un click e una spesa contenuta di 40€ (circa). Un battito di ciglia è meno costoso di uno d'ali.
domenica 13 marzo 2016
PROVA HIUNDAY IX35 comoda ma non sportiva come la vorremmo
Lo spazio per le persone e gli oggetti è notevole, solo salire e scendere è un po’ complicato, perché i sedili sono alti e piuttosto “interni”. E anche certi materiali potrebbero essere più curati, mentre non ci si può lamentare dell’equipaggiamento. Fra le novità del restyling, poi, c’è anche uno sterzo modificato, che riesce ad avere una risposta più sincera rispetto al modello precedente. Le sospensioni sono tarate per assorbire bene le buche e l’insonorizzazione è valida per viaggiare comodi anche per molte ore.
QUAL È LA MIGLIORE?
La ix35 che abbiamo guidato è una novità introdotta con il restyling 2014: si tratta della 2.0 turbodiesel da 136 CV nell’allestimento più ricco Xpossible, con cambio automatico e trazione integrale. In ogni caso, la versione 1.7 CRDi 2WD Comfort è quella che offre il miglior equilibrio nella gamma, per un prezzo di partenza di quasi 25.000 euro. Il Crossover Hyundai se la gioca così in una delle categorie più importanti del mercato, contro la best seller Nissan Qashqai, o la “connazionale” Kia Sportage, senza dimenticare la Volkswagen Tiguan, la Ford Kuga o la Honda CR-V. E con l'asso nella manica dei 5 anni di garanzia, manutenzione e assistenza stradale a chilometraggio illimitato.
Moderna
e piuttosto originale, senza essere troppo ingombrante questa suv non
manca di grinta. Con il 1.7 turbodiesel da 116 CV abbinato alla trazione
anteriore è poco adatta agli sterrati, ma sull’asfalto è comoda e
sicura. Non manca neppure di brio, ma sterzo e cambio sono tutt’altro
che sportivi. Chi bada alla sostanza apprezzerà l’ottimo rapporto
prezzo/dotazione e la garanzia di cinque anni senza limiti di
chilometraggio. - See more at:
http://www.alvolante.it/prova/hyundai_ix35_17_crdi#sthash.UAuv2trc.dpuf
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