lunedì 19 dicembre 2016

UNO SGUARDO AL PASSATO


Normativa di riferimento

La regolamentazione delle auto d’epoca fa riferimento a diverse leggi, norme e provvedimenti susseguitisi negli anni, ma alla base di tutto c’è l’articolo n.60 del Codice della strada, che recita così:


Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli cancellati dal P.R.A. perché
destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice, e che non siano adeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione. Tali veicoli sono iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri.

Come detto in precedenza, i 20 anni di “vita” della vettura non rappresentano una condizione necessaria e sufficiente affinché possa essere riconosciuta come auto d’epoca. In effetti, per poter ottenere questo titolo l’auto deve essere iscritta ai registri previsti dalla legge (ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI), e ricevere un certificato di rilevanza storica e collezionistica. Ergo, non basta che sia vecchia.

Come direbbe Nanni Moretti “le parole sono importanti”, e se della parole dipendono anche spese come, nel caso specifico, quelle relative al premio assicurativo, al bollo auto e affini, risulta ancora più importante fare chiarezza.

Partiamo, quindi, proprio dalle parole. La legge italiana classifica i veicoli storici in veicoli d’epoca e veicoli di interesse storico e collezionistico. Cerchiamo di fare chiarezza.
Auto d’epoca

Le auto d’epoca (così come le moto, e questo vale anche per tutte le successive distinzioni) sono quelle cancellate dal PRA, in quanto non più in possesso dei requisiti minimi per poter circolare liberamente su strada, quindi emissioni di CO2 e consumi, e destinate esclusivamente alla esposizione in un museo o alla partecipazione a eventi e manifestazioni autorizzate.

Queste auto non devono essere immediatamente demolite, e possono ottenere la “qualifica” di “auto d’epoca” sottoponendo la vettura ad una analisi da parte di un tecnico della Motorizzazione Civile che, su richiesta del proprietario, effettua delle verifiche sulle sue condizioni dell’auto e la inserisce, se risultata idonea, in un apposito registro.

A cosa serve se poi, di fatto, non possono circolare liberamente per le strade delle città? Come accennato prima, le auto d’epoca possono circolare, ma solo in occasione di manifestazioni, parate ed eventi (normalmente di carattere rievocativo) lungo percorsi interamente protetti e autorizzati. In occasione di questi eventi le auto d’epoca possono richiedere e ricevere il foglio di via e la targa provvisoria previsti dall’articolo 99 del codice della strada, su autorizzazione dell’ufficio provinciale della Direzione generale della Motorizzazione Civile.

Insomma, non puoi andarci a fare la spesa, ma puoi eventualmente farci un giro in occasioni speciali.

domenica 4 dicembre 2016

basta cellulare in auto

 Il cellulare uccide più della velocità, ma la norma che prevede la sospensione della patente per chi ne abusa è ferma da mesi. Appello ai costruttori per il “viva-voce” di serie su tutti i modelli


Guidare? Anche. In automobile soprattutto si telefona, si mandano sms, si messaggia su whatsapp, si scattano foto e selfie, si leggono le e-mail. E si muore per questo. Tre soggetti concorrono ad alimentare la strage:l'ignoranza, l'irresponsabilità e la cattiva educazione di chi guida al rispetto della vita propria e degli altri; le norme non abbastanza severe per chi sgarra; e la "complicità" di molti costruttori che non hanno ancora inserito il dispositivo che consente di usare il telefono senza togliere le mani dal volante tra le dotazioni di serie di ogni vettura nuova. Le cifre certificano che l'uso improprio del cellulare in auto uccide più dell'ebbrezza e della velocità, ma il "viva voce", fondamentale elemento di sicurezza, continua ad essere spesso un optional da pagare a parte su molti modelli: attualmente questo sistema non è presente sul 26% delle auto nuove in vendita in Italia, più di una su quattro. Sono solo una quarantina infatti i modelli per i quali, secondo quanto riporta un'indagine di Dat-Italia, i marchi hanno cambiato politica dal 2015 a oggi, facendo passare nella lista della dotazione di serie il kit "bluetooth" per i telefoni.
I numeri della strage

In base ai dati Istat-Aci, sono state 3.419 le vittime della strada nel 2015: dopo 10 anni di costante diminuzione, il numero dei morti è tornato a salire (+1,1% rispetto all'anno precedente). E' stato accertato che circa il 20% degli italiani usano abitualmente il telefono cellulare mentre guida, circostanza che aumenta di 4 volte il rischio di incidenti rispetto a chi non lo fa. Un calcolo fornito da Aci certifica che se per messaggiare su uno smartphone si impiegano mediamente 10 secondi, ciò equivale a viaggiare per circa 140 metri totalmente “al buio” anche se si procede a soli 50 km/h. Secondo i dati diffusi dalla Polizia di Stato - che nel 2015 ha comminato 48.524 multe per uso improprio del cellulare in auto, il 30%degli incidenti ha come causa o concausa proprio la distrazione provocata dai telefonini.
Bluetooth per tutti e di serie

Ecco perché è davvero ora che chi guida si convinca a non usare in nessun caso il cellulare mentre l'auto è in movimento. Oppure che lo faccia utilizzando il “viva voce”. Purtroppo però benché il costo industriale di questi dispositivi sia davvero minimo (per alcune versioni si parla di meno di 30 euro) molti marchi ancora lo inseriscono in costosi pacchetti di accessori. Un appello affinchè per legge - o meglio ancora per volontà dei costruttori - si cambi rotta, è a questo punto inevitabile. Come accadde per le cinture di sicurezza, è tempo poi che in generale tutte le vetture possano usufrire dei comandi al volante per tutte (o quasi) le funzioni, prerogativa già presente sui modelli di alta gamma. A questo punto, è chiaro, tutto passerebbe al senso di responsabilità e alla correttezza del conducente. Perchè qualunque ausilio alla guida diventa (e diventerebbe) inutile se non utilizzato a dovere e nelle circostanze in cui è necessario farlo.
L'esempio della Francia e la proposta in Usa

E qui si apre un capitolo triste, perchè il nostro è uno dei pochi Paesi europei in cui l'educazione civica e stradale non è materia scolastica obbligatoria, e neppure è considerata una priorità. E dove la maleducazione al volante è troppo spesso la prassi. Altrove invece, molti pericoli connessi all'abuso della tecnologia sono stati stroncati alla base: in Francia ad esempio da pochi mesi telefonare in auto mentre si guida è vietato anche nel caso in cui si utilizzino gli auricolari. Ma che l'abuso del telefono in auto meriti immediate contromisure l'hanno capito anche negli Stati Uniti. Disabilitare alcune funzioni e applicazioni quando l'utente è al volante, dotando lo smartphone di una sorta di “modalità auto” da affiancare alla “modalità aereo” già presente sui dispositivi, è quanto suggerisce oggi la National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), l'ente del dipartimento Usa dei Trasporti che si occupa di sicurezza stradale, per ridurre il numero di incidenti causati dai telefonini. La Nhtsa propone linee guida volontarie indirizzate ai costruttori di smartphone per progettare dispositivi che, se usati alla guida, riducano il potenziale di distrazione. L'ente incoraggia sia il collegamento dei cellulari al sistema di infotainment dell'auto, che consente di usare alcune funzioni con i comandi vocali, sia la “driver mode”, una “modalità guidatore” che semplifica l'interfaccia utente dello smartphone e ne limita le funzioni. Alla guida potrebbero essere bloccate alcune app come le chat o i giochi, ma anche la fruizione di video e l'uso della tastiera. Secondo il segretario dei Trasporti, Anthony Foxx, «queste linee guida di buon senso aiuteranno i progettisti di smartphone a creare prodotti che riducano la distrazione al volante».
Cosa prevede il codice

La terza concausa, come detto, è quella normativa e sanzionatoria. In base all'articolo 173 dell'attuale Codice della Strada "è vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici o di usare cuffie sonore (...) È consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare, purchè il conducente abbia adeguate capacità uditive, che non richiedano per il loro funzionamento l'uso delle mani". La sanzione per chi viola questa norma va da 161 a 646 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente. La sospensione della licenza di guida è prevista invece come possibilità solo in caso di ulteriore violazione nell'arco di un biennio. Una proposta di legge in attesa di approvazione potrebbe modificare questo articolo del Codice della strada, introducendo la sanzione della sospensione della patente da 1 a 3 mesi fin dalla prima violazione accertata per chi fa un uso improprio delle apparecchiature elettroniche mentre è alla guida.

Mentre il mondo cambia a velocità supersonica e la tecnologia evolve ancora più in fretta sfornando dispositivi potenzialmente sempre più distraenti per chi va in auto però in Italia la riforma del Codice della Strada ha tempi biblici. Che il nuovo testo venga approvato entro la fine dell'anno è molto improbabile. Questa proposta di legge si è arenata da oltre un anno in Parlamento, in attesa non si sa di cosa. Forse di altre tragedie. Per correre ai ripari, al solito, in colpevole ritardo.

domenica 20 novembre 2016

ECCO LE AUTO DEL FUTURO

1. Veicolo autonomo almeno in alcune situazioni

Se proprio non riusciremo ad avere entro il 2020 l’automobile completamente gestibile senza il pilota, è probabile che vedremo vetture capaci di essere totalmente autonome in talune circostanze, per lo più su strade rurali senza troppi “intoppi” come ingorghi, semafori non funzionanti o incidenti stradali.

2. Sistemi automatizzati con priorità rispetto ai comandi umani

I robot si sostituiranno all’uomo? Domanda alla quale ora è difficile rispondere, e sicuramente non entro il 2020. Ma sui veicoli saranno presto introdotti sistemi programmati per non rispondere ai comandi umani in situazioni di emergenza. Grazie a particolari sensori, se per esempio stiamo per tamponare o per finire in un burrone, l’auto del futuro si fermerà, anche se noi non riusciamo a frenare.

3. Automobili senza chiave

Come per i dispositivi elettronici che si avviano senza password, ma solo con riconoscimento facciale o vocale, così i veicoli del 2020 potranno essere avviati al comando della nostra voce o via riconoscimento dei nostri occhi. O magari, proprio come alcuni smartphone e tablet, tramite impronta digitale. Sperando sia una migliore forma di sicurezza.
autofuturo

4. Assicurazioni che monitorano 24 h su 24

Entro il 2020 è probabile che le compagnie di assicurazione offriranno una tariffa ridotta ai conducenti che accettano il monitoraggio completo e continuo del loro comportamento in auto. Già qualche proposta “all’avanguardia” esiste. Problemi di privacy? Già su base volontaria i rischi ci sono. E non sappiamo se in un futuro la pratica non possa diventare addirittura prassi, di fatto obbligatoria.

5. Active Window Displays: l’auto che vede al posto nostro

Nel 2020 avremo sul serio degli occhiali in grado di visualizzare immagini vivaci. Immaginate un sistema di navigazione che in realtà mette in evidenza quello che sta per avvicinarsi prima di quando lo potremmo visualizzare noi, ma dal nostro punto di vista, attraverso il parabrezza. Una sorta di Google Glass solo per la strada. Ma più che una realtà aumentata, una realtà anticipata.

6. Remote Shutdown Vehicle: l’arresto dell’auto da remoto

Entro il 2020 l’auto del futuro si arresterà da remoto. Questa tecnologia in realtà già esiste, utilizzata dall’azienda telematica OnStar, che ha già fermato molte auto rubate negli Usa. Ma la previsione è che venga integrata in tutti i veicoli futuri entro i prossimi 5 anni.
auto futuro nokia

7. Monitoraggio sanitario di default

Cinture di sicurezza e servo sterzo in grado di monitorare le funzioni vitali, connessi agli smartphone dei pronto soccorsi: tecnologia che segue le wearable technologies già esistenti, come Band e Health, in grado di monitorare l’attività fisica. Perché si sa che in automobile può succedere di tutto, e non sempre, soprattutto se si è da soli, si ha la prontezza o la possibilità di chiamare i soccorsi.

8. Super car super leggere con prestazioni eccezionali

Automobili leggere con più di 600 cavalli di potenza: Ford ha presentato un veicolo, una vera e propria super car, dotato di motore twin-turbo che offrirà prestazioni eccezionali, con un corpo in fibra di carbonio. Ed entro il 2020 vedremo la prima vera e propria automobile in grado di essere super potente e super leggera.

9. Automobile completamente connessa

Anche le auto saranno connesse, sempre e comunque, tramite smartphone o tablet in grado di comunicare con il veicolo. Questo già era previsto, ma entro il 2020 sarà la vettura media ad avere queste funzionalità, il che significa che i nostri veicoli forniranno continue informazioni di marketing a case automobilistiche e aziende terze.
autofuturo

10. Suv e auto “unite”

L’auto del futuro potrebbe essere un Suv leggero entro il 2020, con pannelli della carrozzeria tipici di un’automobile “tradizionale”, motori avanzati che ritraggono il tetto (come nelle cabriolet) e vetri laterali sui pannelli inferiori dell’abitacolo. La domanda di Suv d’altronde è in crescita, quindi perché non favorirla su larga scala?

domenica 13 novembre 2016

Ferrari california


La casa di Maranello ha “tolto il velo” alla nuova Ferrari California T un paio di mesi fa, al Salone di Ginevra: forme eleganti e aggressive come nel precedente modello (il più venduto nella storia della Ferrari, con oltre 10.000 unità in sei anni), ma a distinguerla numerosi dettagli. A partire dagli sfoghi d’aria nel cofano e dietro le ruote posteriori, entrambi con una precisa funzione aerodinamica: per i primi, favorire lo smaltimento del calore del radiatore; per i secondi, abbassare la temperatura nella zona degli scarichi, completamente rivistati (sempre a due coppie, ma disposte in orizzontale). E sono proprio i nuovi terminali, assieme all’inedito estrattore d’aria, alle nuove luci posteriori e allo spoiler sul cofano del baule abbassato di un centimetro, a fare apparire la nuova California T ancor meglio “piantata” a terra. Lungo la fiancata, appena dietro le ruote anteriori, non manca un vistoso incavo che estrae l’aria dagli sfoghi laterali e che richiamare la soluzione stilistica “a pontone” (così la definiscono gli storici della produzione di Maranello) di Ferrari leggendarie come la “tre litri” sport 250 Testa Rossa degli anni 50, vincitrice della 24 Ore di Le Mans del 1958. - See more at: http://www.alvolante.it/primo_contatto/ferrari-california-t#sthash.ojlR65kp.dpuf

domenica 30 ottobre 2016

Da cosa è provocato l'aquaplaning?

 

La presenza di un importante spessore d'acqua sulla strada può causare una perdita di contatto fra il veicolo e il manto stradale. Quando uno pneumatico attraversa una superficie inondata a velocità sostenuta, provoca l'innalzamento di un piccolo muro d'acqua davanti a sé. L'impatto del battistrada sul bagnato, nella zona anteriore all'area di contatto, genera un aumento di pressione dell'acqua. Se tale pressione supera la pressione media esercitata sul manto stradale dallo pneumatico, questo perde la capacità di espellere l'acqua e si stacca dal suolo. Quanto più aumentano lo spessore dell'acqua e la velocità del veicolo, tanto più l'effetto si amplifica, arrivando a compromettere la tenuta di strada. Per avere prestazioni ottimali sul bagnato, con importanti spessori d'acqua, è necessario consentire agli pneumatici di espellerla, in modo da ripristinare una superficie di contatto asciutta.

Rapporto tra profondità delle scanalature e spessore dell'acqua

domenica 16 ottobre 2016

PULIZIA ARIA CONDIZIONATA AUTO



Devi sapere innanzitutto che l’aria che fuoriesce dai bocchettoni del climatizzatore dell’auto è di fondamentale importanza perché comporta riscaldamento in inverno e refrigerio in estate. Per avere sempre pulita l’aria condizionata della tua auto è necessario mantenere tutto l’anno i filtri ben puliti, perché l’aria che proviene dall’esterno può essere carica di sostanze nocive di cui l’abitacolo si impregna, facendo respirare aria tossica al conducente e ai passeggeri. I filtri dell’aria hanno appunto la funzione di filtrare l’aria e di renderla respirabile, ecco perché tenere sempre funzionanti e puliti i filtri dell’aria è salutare!

Ma come pulire l’aria condizionata auto e come fare quindi la manutenzione del climatizzatore della macchina?Per prima cosa, per pulire l’aria condizionata dell’auto, è necessario avere in dotazione dei filtri nuovi, un compressore o aspiratore e un prodotto detergente per eliminare tutti i residui.
Se l’auto ha già parecchi anni, bisogna controllare che il filtro non sia ormai usurato e, se lo è, bisogna sostituirlo. Per sostituire il filtro dell’aria si deve smontare il coperchio svitando i ganci che lo bloccano e dopo pulirlo dalle impurità. Spesso accade che in queste automobili vecchie sia difficile trovare il filtro dell’aria. Quello che si deve fare in questi casi per trovarlo, è seguire il condotto dell’aria del carburatore o osservare dov’è posizionata la parte finale del distributore della presa dell’aria.
Per qualsiasi dubbio, se non sei molto esperto o se non hai un’ottima manualità, per la sostituzione del filtro dell’aria ti consigliamo di affidarti alla tua officina di fiducia (se cerchi un’officina, la trovi suPitstopAdvisor.com ;)!).
Nel caso di automobili nuove, il filtro è in PVC o in cartone. Per controllarlo, si deve sempre togliere il coperchio e notare se è usurato o sporco. Se lo è, bisogna sostituirlo, se non lo è, basta pulirlo accuratamente.

domenica 9 ottobre 2016

QUALCHE CONSIGLIO PER CHI HA UNA VESPA D'EPOCA


Miscela e Olio al 2 percento!


La Vespa d’epoca, quelle senza miscelatore, necessitano di lubrificante in quantità pari al 2% del totale carburante presente nel serbatoio.

In realtà il termine preciso dovrebbe essere: Preparare una miscela di olio e benzina, con una percentuale d’olio del 2%. Tale percentuale è ancora oggi utilizzata da molti scooter moderni, che però utilizzano come le auto, un serbatoio d’olio e un serbatoio benzina separati. Un miscelatore crea la giusta miscela nella giusta quantità.

Anni fa esistevano infatti presso le stazioni di servizio, erogatori al 2%, composta da una normale “pompa” di benzina, con due tubicini, il primo più grande in cui veniva erogata benzina e un altro tubicino aggiunto, più piccolo, erogava olio nella misura del 2%.

A quei tempi, si parlava di benzina rossa, sostituita poi da quella verde meno inquinante. Conseguentemente la “miscela”, è stata praticamente abolita ed oggi è impossibile trovare erogatori di miscela.

Chi possiede un mezzo d’epoca deve combattere quindi con questi due problemi, utilizzare benzina verde e miscelare olio al 2%.

I problemi sono tanti, anche se facilmente risolvibili, per esempio, come calcolare in modo rapido il 2% quando facciamo rifornimento, quale olio comprare, come versarlo nel serbatoio, senza sporcarsi, ecc…

lunedì 5 settembre 2016

PEGHIERA DELL'AUTOMOBILISTA

 

 Beata Vergine del Pila­stro, rifugio sicuro per chiun­que a Te ricorre, ascolta la no­stra preghiera. Sii Tu la nostra guida tra le insidie del cammino sulle strade del mondo. Infondi in noi ed in quanti si servono dei veloci mezzi di trasporto il sacro rispetto per la nostra vita e per quella degli altri. Vinca in noi la prudente at­tenzione sulla sbadata fretto-losità, la preparazione sull'im­perizia, per evitare i tragici in­cidenti che portano dolorosi lutti in seno alle Famiglie. Non sia il nostro cammino una corsa sfrenata all'avventu­ra, ma abbia sempre una pre­cisa mèta di bene. Benedici quanti con noi camminano sulle strade e a tutti, ogni giorno, ottieni dal tuo Figlio Gesù un viaggio se­reno ed un felice ritorno. Fa che, camminando sulla terra, ove non abbiamo per­manente dimora, volgiamo il nostro sguardo al Cielo, per conseguire, con la Tua mater­na assistenza, il divino tra­guardo dell'eterna felicità. Amen.

lunedì 22 agosto 2016

LA MITICA MOTO DI FONZIE



All'inizio nelle registrazione dei primi episodi gli autori hanno fatto provare ad Henry Winkler "The Fonz " una Harley nera ma lui è caduto e ha danneggiato la sua gamba (non era in grado di gestire le dimensioni di questa moto). La moto originale di Fonzie era una Harley Davidson Knucklehead. Henry Winkler ha provato a guidarla , ma la sua dislessia non gli ha permesso di sincronizzare e far funzionare il freno, frizione e cambio. Successivamente gli autori sono passati alla Triumph una moto molto più leggera e semplice da guidare . La maggior parte delle persone lo conoscono con questa moto . Ogni volta che vedete Fonzie in sella ad una moto è solo per pochi secondi. Altre volte negli episodi successivi avevano legato la moto sopra ad un carrello mobile che non ne consentiva la caduta riprendendo l'attore dalla vita in su.

Per non parlare dello stunt men e delle controfigure che hanno usato per lui (per ovvi motivi di sicurezza) ogni volta vi era una scena d'azione o la scena dove lui salta i bidoni davanti al locale di Arnol's. Le Moto viste nella serie televisiva HAPPY DAYS sono diverse. Dovete sapere che Henry Winkler (Fonzie) in realtà non ha guidato quasi mai la sua moto. Durante le riprese, la moto, è molte volte ferma sul cavalletto.

martedì 2 agosto 2016

Ecco come sostituire l'antenna della propria auto


  1. Acquistiamo l'antenna...
    Innanzitutto dobbiamo acquistare un'antenna squalo (detta anche shark). Per farlo basta recarci presso un negozio di tuning e acquistarne una del colore che preferiamo (assicuriamoci che sia una vera e propria antenna e non solo per scopo decorativo). Compriamo anche della colla o nastro biadesivo.
  2. Smontiamo la vecchia antenna...
    Entriamo nell'automobile e facendo molta attenzione leviamo la moquette presente sul tettuccio dell'automobile sganciandola dai supporti che si trovano vicino al lunotto e tirandola verso di noi. Prendiamo un giravite e togliamo la vite che ferma l'antenna esterna alla carrozzeria dell'automobile.
  3. Montiamo la nuova antenna...
    Sfilata la vecchia antenna prendiamo la nuova antenna e fissiamo il ferro di fissaggio all'interno del foro che troviamo sul tettuccio dell'automobile. Fissiamola usando la vite in dotazione (non stringiamola troppo per non danneggiare la carrozzeria). Rimettiamo la moquette e finalmente avremo la nostra nuova e fiammante antenna.

domenica 24 luglio 2016

Come guidare la macchina con cambio automatico, la partenza, parcheggio e sosta

Per spostare l’auto in avanti, tieni il piede sul freno e sposta la leva del cambio in posizione Drive, D. A questo punto rilascia leggermente il pedale del freno così l’auto inizierà a muoversi in avanti. Quando avrai rilasciato del tutto il pedale del freno, sempre con il piede destro, inizia a dare un po’ di accelerazione, l’auto prenderà velocità. Durante la marcia, per ottenere la massima potenza, bisognerà premere l’acceleratore fino a sentire la pressione di un pulsante.
PARCHEGGIO E SOSTA
Premere il pedale del freno e, una volta che il veicolo sarà fermato, spostare il selettore del cambio in posizione R (se il parcheggio necessita di retromarcia). Prima di spegnere la macchina, bisognerà sostare azionando il freno e ponendo il cambio in posizione P.

domenica 17 luglio 2016

Quel maledetto fenomeno !!!


Il fenomeno dell'aquaplaning si verifica quando l'acqua, che si interpone tra gli pneumatici e la strada, non riesce ad essere espulsa. L'acqua si accumula davanti alle ruote finché la sua pressione supera quella esercitata al suolo dagli pneumatici, che perdono così l'aderenza con il manto stradale. Questa perdita di aderenza fa slittare le ruote e impedisce al veicolo di rispondere correttamente ai comandi del conducente come la sterzata, la frenata e l'accelerazione. In questi casi, il veicolo può andare fuori controllo, sbandare o finire in testacoda. Una situazione potenzialmente pericolosa.

Come prevenire o ridurre l'aquaplaning

Controllare regolarmente lo stato e la pressione degli pneumatici. Una pressione insufficiente aumenta notevolmente il rischio di aquaplaning. Se la pressione degli pneumatici è inferiore del 30% rispetto alla pressione raccomandata, il rischio di aquaplaning aumenta sensibilmente.

Controllare l'usura degli pneumatici e la profondità del battistrada. Maggiore è la profondità residua della scultura battistrada, maggiore è la quantità di acqua che lo pneumatico riesce a smaltire, riducendo così il rischio di aquaplaning.

Moderare la velocità. Soprattutto in prossimità di pozzanghere e importanti spessori d'acqua.

Da cosa è provocato l'aquaplaning?

La presenza di un importante spessore d'acqua sulla strada può causare una perdita di contatto fra il veicolo e il manto stradale. Quando uno pneumatico attraversa una superficie inondata a velocità sostenuta, provoca l'innalzamento di un piccolo muro d'acqua davanti a sé. L'impatto del battistrada sul bagnato, nella zona anteriore all'area di contatto, genera un aumento di pressione dell'acqua. Se tale pressione supera la pressione media esercitata sul manto stradale dallo pneumatico, questo perde la capacità di espellere l'acqua e si stacca dal suolo. Quanto più aumentano lo spessore dell'acqua e la velocità del veicolo, tanto più l'effetto si amplifica, arrivando a compromettere la tenuta di strada. Per avere prestazioni ottimali sul bagnato, con importanti spessori d'acqua, è necessario consentire agli pneumatici di espellerla, in modo da ripristinare una superficie di contatto asciutta.

Rapporto tra profondità delle scanalature e spessore dell'acqua

La maggior parte degli incidenti da aquaplaning possono essere evitati grazie alla scultura presente sul battistrada e alla forma dell'area di contatto. Con l'usura, tuttavia, la profondità della scultura si riduce e quindi si riduce la capacità dello pneumatico di contrastare il fenomeno dell'aquaplaning. Più è elevato lo spessore dell'acqua, prima perderete aderenza.

Sistema Anti Surf: ottimale aderenza sul bagnato


Quando il manto stradale è coperto da uno spesso strato d’acqua, la maggior parte degli pneumatici sono soggetti all’aquaplaning. Grazie alle tecnologie Michelin, quali ad esempio il Sistema Anti Surf, ora avete più possibilità di evitare l'aquaplaning, mantenendo la migliore aderenza possibile. Disponibile  questa tecnologia migliora le prestazioni sul bagnato. La forma curvilinea delle spalle, appositamente studiata, consente allo pneumatico di beneficiare di una zona più ampia di espulsione dell’acqua, allontanando il fenomeno dell'aquaplaning, senza però ridurre la quantità di gomma a contatto al suolo

mercoledì 13 luglio 2016

COME PULIRE L'ARIA CONDIZIONATA DELL'AUTO



Devi sapere innanzitutto che l’aria che fuoriesce dai bocchettoni del climatizzatore dell’auto è di fondamentale importanza perché comporta riscaldamento in inverno e refrigerio in estate. Per avere sempre pulita l’aria condizionata della tua auto è necessario mantenere tutto l’anno i filtri ben puliti, perché l’aria che proviene dall’esterno può essere carica di sostanze nocive di cui l’abitacolo si impregna, facendo respirare aria tossica al conducente e ai passeggeri. I filtri dell’aria hanno appunto la funzione di filtrare l’aria e di renderla respirabile, ecco perché tenere sempre funzionanti e puliti i filtri dell’aria è salutare!

Ma come pulire l’aria condizionata auto e come fare quindi la manutenzione del climatizzatore della macchina?

Per prima cosa, per pulire l’aria condizionata dell’auto, è necessario avere in dotazione dei filtri nuovi, un compressore o aspiratore e un prodotto detergente per eliminare tutti i residui.
Se l’auto ha già parecchi anni, bisogna controllare che il filtro non sia ormai usurato e, se lo è, bisogna sostituirlo. Per sostituire il filtro dell’aria si deve smontare il coperchio svitando i ganci che lo bloccano e dopo pulirlo dalle impurità. Spesso accade che in queste automobili vecchie sia difficile trovare il filtro dell’aria. Quello che si deve fare in questi casi per trovarlo, è seguire il condotto dell’aria del carburatore o osservare dov’è posizionata la parte finale del distributore della presa dell’aria.
Per qualsiasi dubbio, se non sei molto esperto o se non hai un’ottima manualità, per la sostituzione del filtro dell’aria ti consigliamo di affidarti alla tua officina di fiducia (se cerchi un’officina, la trovi su PitstopAdvisor.com ;)!).
Nel caso di automobili nuove, il filtro è in PVC o in cartone. Per controllarlo, si deve sempre togliere il coperchio e notare se è usurato o sporco. Se lo è, bisogna sostituirlo, se non lo è, basta pulirlo accuratamente.

domenica 12 giugno 2016

Da cosa è provocato l'aquaplaning?


La presenza di un importante spessore d'acqua sulla strada può causare una perdita di contatto fra il veicolo e il manto stradale. Quando uno pneumatico attraversa una superficie inondata a velocità sostenuta, provoca l'innalzamento di un piccolo muro d'acqua davanti a sé. L'impatto del battistrada sul bagnato, nella zona anteriore all'area di contatto, genera un aumento di pressione dell'acqua. Se tale pressione supera la pressione media esercitata sul manto stradale dallo pneumatico, questo perde la capacità di espellere l'acqua e si stacca dal suolo. Quanto più aumentano lo spessore dell'acqua e la velocità del veicolo, tanto più l'effetto si amplifica, arrivando a compromettere la tenuta di strada. Per avere prestazioni ottimali sul bagnato, con importanti spessori d'acqua, è necessario consentire agli pneumatici di espellerla, in modo da ripristinare una superficie di contatto asciutta.

Rapporto tra profondità delle scanalature e spessore dell'acqua

domenica 29 maggio 2016

ASFALTO DRENANTE


La manutenzione dell'infrastruttura  è fondamentale per la sicurezza e il comfort di viaggio dei clienti. Per questo motivo Autostrade per l'Italia opera con impegno costante per garantire condizioni di efficienza funzionale e aumentare gli standard di sicurezza della sua complessa ed estesa rete.
Essenziale per la sicurezza è la cura delle pavimentazioni.
Sulla rete di Autostrade per l'Italia, tra il 2003 e il 2008, si sono registrati volumi di intervento molto elevati in termini di stesa di nuovi asfalti (metri quadrati trattati), come emerge dalla tabella "Volumi di intervento".
Dal 2009 la tendenza si inverte e diminuiscono gli interventi necessari grazie al minor numero di difetti riscontrati. Un risultato raggiunto in seguito alla velocissima crescita delle superfici trattate in soli sei anni.
Per queste ragioni cambia la strategia di mantenimento che oggi persegue principalmente l'obiettivo di preservare gli alti livelli qualitativi raggiunti.

domenica 15 maggio 2016

Come pulire il radiatore della vostra auto


Vi spiegherò qui come fare la pulizia del radiatore della vostra moto o della vostra auto; soprattutto con la bella stagione, il vento e l’utilizzo, il radiatore si sporca e si rende necessario fare la pulizia dello stesso quindi cercherò di spiegarvi come fare sia la pulizia esterna che quella interna per rendere come nuovo il vostro amato radiatore dell’auto o della moto
PULIZIA ESTERNA
Per la pulizia esterna i metodi che si possono adottare per pulire un radiatore da insetti, sassi, polvere, foglie e fango sono questi.
1) Semplice aria compressa
Si utilizza l'aria compressa per pulire il radiatore. Per una migliore pulizia consiglio di far passare l'aria da dietro verso davanti.
2) Acqua a bassa pressione.
Questo metodo usa l'acqua dell'impianto idraulico prelevata attraverso un tubo di tipo ''giardinaggio'' e ovviamente si deve aumentare leggermente la pressione con il dito. Vale sempre la stessa regola del pulire dal dietro verso davanti.
3) Il terzo metodo consiste nell'usare l'idropulitrice che si usa anche negli autolavaggi. C'è chi sostiene che le alette del radiatore si pieghino e si rompano e c'è chi sostiene il contrario. Se proprio volete usare questo metodo almeno cercate di stare il più lontano possibile.
PULIZIA INTERNA
Nella pulizia dell'interno i metodi usati sono veramente molti e io ne descriverò solo alcuni.

1) Liquido fast flush.
È un liquido venduto dalla maggior parte di case che vendono prodotti specifici. Per utilizzarlo basta aggiungerlo al normale liquido di raffreddamento e fare qualche chilometro (circa 25 bastano) e dopo svuotare il sistema di raffreddamento e lavare con acqua. Infine rimettere l' acqua+antigelo.

2) Acido citrico.
Questo metodo sfrutta la capacita corrosiva dell'acido citrico nei confronti del calcare. L' acido citrico è reperibile in molti supermercati in quanto i prodotti in polvere per la pulizia di macchine del caffè contengono acido citrico puro in polvere. Sciogliere circa 0,25kg per litro nel sistema di raffreddamento e far girare il motore al minimo per una decina di minuti dopo lavare con acqua e riempire di nuovo con acqua+antigelo.

3) Metodo con aceto.
L'aceto può essere semplicemente usato al posto del acido citrico con una proporzione leggermente minore. Stesso metodo di utilizzo.

4) Ammoniaca.
Uguale all'acido citrico e all'aceto.
Per la pulizia interna consiglio il primo metodo in quanto il prodotto che si utilizza è studiato appositamente per far quello, mentre gli altri essendo sostanze acide e basiche, anche se deboli, possono corrodere il radiatore o rovinare le parti in gomma.
Non dovrebbe essere molto difficile effettuare l’operazione di pulizia del radiatore della vostra auto o moto ma come sempre prestate la massima attenzione se non siete degli esperti e rivolgetevi all’officina buzzoole code

lunedì 18 aprile 2016

AUTO E MODA


A fare da apripista, con costi accessibili la pioniera è stata Citroen che nel 2004, collabora con il marchio Dolce & Gabbana. Gli stilisti curano ogni singolo particolare dell'allestimento apponendo la firma sul portellone posteriore dell'automobile. Dopo il primo successo, la casa francese affida al tocco grintoso e giovanile di Pinko il compito di trasformare come RE Lear in oro, l'interno in denim e l'esterno, del modello C1, con tanto di slogan "Oh, My Gold!". Continua a stupire la versione C3, firmata da Luisa Beccaria. La stilista, nota per le collezioni romantico chic, crea interni ed esterni su base floreale dai toni rosa confetto e lilla aggiungendo un pomello, in vetro di Murano per cambiare marcia.

Renault si avvale e sperimenta, con tanto di concorso incluso nel prezzo "un giorno da miss", della collaborazione di Miss Sixty, che per la Twingo sceglie toni in rosa bohème e nero. Per il lancio fa salire a bordo la raggiante e onnipresente Belen Rodriguez. Peugeot sceglie il marchio Sweet Years, fondato dai calciatori Vieri/Maldini che mettono a segno un gol che dura nel tempo, per rilanciare il modello 107 e 207.
E poi Jeremy Scott, noto stilista di Madonna che dopo aver messo le ali alle sneakers per Adidas e agli orologi
Swatch, tenta di far volare la Smart ma, la storia insegna con le piume o si nasce o si rischia di finire come Icaro. L'allestimento è costoso e ardimentoso, il kit prevede due ali in stile indiano applicate ai montanti posteriori della minicar, sopra il gruppo ottico caratterizzato dagli inconfondibili faretti ovali; il tutto su vernice dalla tonalità esclusiva ALU-BEAM, con tanto di firma dello stilista sulla cellula.

Un tocco di minimal lo aggiunge l'imbronciata signora Beckham, che davanti ad un piatto di carbonara finalmente mostrerebbe un bel sorriso. Posh è stata scelta per personalizzare una tiratura limitatissima, come in molti hanno scritto, della grintosa Evoque Range Rover. Al lancio dell'auto la stilista ha indossato, guarda caso, un abito della sua collezione per sottolineare lo stile della costosa operazione.

E non si può dimenticare Gucci. senza dubbio la maison che vanta maggiori collaborazioni nel settore: Mercedes, Audi, Volkswagen, Range Rover e da ultima la scintillante Fiat 500 il cui allestimento è nato all'ora di pranzo durante l'incontro tra Frida Giannini e Lapo Elkan.

Per una buona causa, BMW ha messo a disposizione una Mini Peacmen, dalle cromature nero oro, firmata da Roberto Cavalli per raccogliere i fondi per la lotta all'AIDS, al Life Ball 2013.
Allestimenti e rivestimenti a parte se ritenete che non è ancora ora di cambiare auto ma il desiderio fashion vi assale, beh di gran moda (dicono) sono le ciglia da applicare ai fanali anteriori, con un click e una spesa contenuta di 40€ (circa). Un battito di ciglia è meno costoso di uno d'ali.

domenica 13 marzo 2016

PROVA HIUNDAY IX35 comoda ma non sportiva come la vorremmo


PREGI E DIFETTI
Lo spazio per le persone e gli oggetti è notevole, solo salire e scendere è un po’ complicato, perché i sedili sono alti e piuttosto “interni”. E anche certi materiali potrebbero essere più curati, mentre non ci si può lamentare dell’equipaggiamento. Fra le novità del restyling, poi, c’è anche uno sterzo modificato, che riesce ad avere una risposta più sincera rispetto al modello precedente. Le sospensioni sono tarate per assorbire bene le buche e l’insonorizzazione è valida per viaggiare comodi anche per molte ore.

QUAL È LA MIGLIORE?
La ix35 che abbiamo guidato è una novità introdotta con il restyling 2014: si tratta della 2.0 turbodiesel da 136 CV nell’allestimento più ricco Xpossible, con cambio automatico e trazione integrale. In ogni caso, la versione 1.7 CRDi 2WD Comfort è quella che offre il miglior equilibrio nella gamma, per un prezzo di partenza di quasi 25.000 euro. Il Crossover Hyundai se la gioca così in una delle categorie più importanti del mercato, contro la best seller Nissan Qashqai, o la “connazionale” Kia Sportage, senza dimenticare la Volkswagen Tiguan, la Ford Kuga o la Honda CR-V. E con l'asso nella manica dei 5 anni di garanzia, manutenzione e assistenza stradale a chilometraggio illimitato.
Moderna e piuttosto originale, senza essere troppo ingombrante questa suv non manca di grinta. Con il 1.7 turbodiesel da 116 CV abbinato alla trazione anteriore è poco adatta agli sterrati, ma sull’asfalto è comoda e sicura. Non manca neppure di brio, ma sterzo e cambio sono tutt’altro che sportivi. Chi bada alla sostanza apprezzerà l’ottimo rapporto prezzo/dotazione e la garanzia di cinque anni senza limiti di chilometraggio.  - See more at: http://www.alvolante.it/prova/hyundai_ix35_17_crdi#sthash.UAuv2trc.dpuf